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Evoluzione
dell'Uomo
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Australopithecus africanus
Circa 3 milioni di anni fa, dall’ Australopithecus afarensis sorsero due linee evolutive distinte: una condurrà ai primi esseri definiti Homo e l' altra agli australopiteci “robusti”. Il relativo posto è ancora poco chiaro, ma AUSTRALOPITHECUS AFRICANUS è una specie molto importante sia per l' emersione della linea umana, sia per la qualità e quantità di resti ritrovati. Un africanus maschio poteva misurare circa 1,6 m con 40 Kg di peso, le femmine erano di circa 1,2 m e di 30 Kg, il volume cranico variava da 420cc a 500cc: piuttosto più grande, ma ancora vicino ad afarensis. È però nella forma del cranio che queste due specie differiscono notevolmente: in africanus troviamo una figura più arrotondata, aumenti significativi dei lobi frontali e parietali, denti più simili a quelli umani che a quelli delle scimmie con canini più piccoli di quelli di afarensis e figura della mascella completamente parabolica come appunto, quella umana.
Esemplare: Sts 71 [ Sterkfontein ] - 2,5 milione y.a.
"Bambino di Taung" piccolo di A. africanus-2 Mya Taung ( Sud Africa )
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