Australopithecus anamensis

 

AUSTRALOPITHECUS ANAMENSIS il cui nome in dialetto kenyano significa "lago", era una specie vissuta tra i 4,2 ed i 3,9 milioni di anni fa che viveva lungo corsi fluviali fiancheggiati da una fitta foresta o in savana. Le poche testimonianze trovate ci dicono comunque che questo ominide era un bipede e si colloca in un periodo temporale in cui si pensava fosse presente il solo afarensis di cui, anamensis, sembra esserene l'antenato diretto. La maggior parte dei resti sono stati trovati nei siti di Kanapoi e Allia Bay.
Anche se del cranio si conoscono solo pochi frammenti, si è potuto vedere che questo era primitivo e risulta contrapposto ad un postcraniale più moderno, da bipede. Una differenza con Ardipithecus ramidus è l'assenza di una marcata estenzione laterale del canale timpanico rispetto alla fossa mandibolare; una somiglianza invece, è la presenza di un' apertura del meato uditivo molto piccola, comune anche nelle antropomorfe. L'intero apparato masticatorio è simile a quello dei più antichi fossili di scimmia: forte adattamento a potenti forze masticatorie, palato poco profondo. La mandibola e l'articolazione mandibolare sono come quelle dello scimpanzé. Lo smalto dei denti è  spesso, di piu' rispetto al ramidus, mentre le radici dentarie sono dritte, parallele e decorrono vicine tra loro come nel ramidus. I canini sono grossi ed allungati, la radice del canino superiore è più grande e meno inclinata posteriormente rispetto ad afarensis, risultando verticale. Premolari e molari  sono più grandi rispetto al ramidus, in particolare i molari superiori che sono più larghi. Il P3 è fortemente asimmetrico, il P4 e' piccolo, come il ramidus, ma non è di dimensioni inferiori rispetto a P3 come invece succede in molti omindi. Negli arti inferiori è presente un radio potente anche se il peso sostenuto non doveva essere elevato. L'omero è simile a quello umano con una differenza: la posizione mediale del diametro maggiore antero-posteriore dell'estremità distale che ricorda le scimmie antropomorfe moderne. E' la tibia a suggerire l'andatura bipede: l'estremità  prossimale risulta allargata per la presenza di una maggiore quantità di tessuto spugnoso rispetto allo scimpanzé e questa conformazione tibiale è condivisa con l'uomo ed ha funzione di assorbire le sollecitazioni della camminata; inoltre c' è meno spazio tra tibia e perone rispetto allo scimpanzé. Anche l'alluce suggerisce tale andatura mostrando strutture ossee per l'inserzione dei flessori. Una grossa differenza tra anamensis ed afarensis era che il primo risulta estremamente più pesante, sopratutto negli individui di sesso maschile.

 

KNM-KP 29281 4,1 Mya

Photograph by Robert I.M. Campbell