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Evoluzione
dell'Uomo
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Australopithecus boisei
AUSTRALOPITHECUS BOISEI ( in passato chiamato Zinjanthropus boisei ), è vissuto tra 2,3 e 1,2 milioni di anni fa. I maschi raggiungevano i 49 Kg con un’altezza di 1,4 m, mentre le femmine si aggiravano intorno ai 34 Kg per 1 m di altezza; con queste misure il boisei era il più grande degli australopiteci con molari enormi rispetto agli altri ominidi, ma malgrado il relativo grande formato, il volume medio del cervello si aggirava intorno a 530 cc. Questi australopiteci vengono chiamati "robusti" perché fisicamente più grandi con crani, mascelle e collegamenti muscolari più spessi, questo perché erano adattati ad una dieta vegetale dura, che necesitava di un elaborato apparato masticatorio: faccia allargata e cresta sagittale in osso lungo la parte superiore del cranio necessaria per ancorare i potenti muscoli della mandibola; questi passano sotto le arcate e gli zigomi si fondono in un tours che circonda i lati del cranio arrivando fino alla parte posteriore della testa. Le creste della fronte si ispessiscono e si fondono con le arcate zigomatiche per rinforzare la faccia contro le pressioni della masticazione. La figura arrotondata della mascella è più vicino all’ afarensis che a quella degli esseri umani. Le ultime due foto rappresentano il fossile KNM-WT 17000 che alcuni ritengono A. boisei, altri introducono una nuova specie denominandola Australopithecus aethiopicus ponendolo nella linea evolutiva che porterà alle forme "robuste".



Esemplare: KNM-WT 17000
Esemplare: KNM-WT 17000
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