AUSTRALOPITHECUS o PARANTHROPUS BOISEI

 

La specie boisei presenta un'intervallo di capacita cranica che va dai 380 ai 580 cc. Le caratteristiche di questo ominide vengono spesso confrontate con l'altra forma robusta sua contemporanea: robustus. Rispetto a quest'ultima i lobi frontali sono più larghi, la corteccia parietale risulta più espansa ed il cervelletto è in posizione più alta. Il grosso toro sovra-orbitario degrada dividendo le orbite in parallelogrammi. In generale, nei Parantropi la glabella è molto sviluppata ed i tori sovra-orbitari formano due archi al di sopra di ciascuna orbita che si incontrano in posizione mediana, ma nei campioni più recenti di boisei la glabella è posizionata più in alto in modo tale che i due tori sovra-orbitari non sono molto arcuati, ma si dirigono verso le suture zigomatico-frontali seguendo una linea quasi retta. La struttura del cranio è costituita in modo da favorire l'inserzione dei potentissimi muscoli masticatori: c'è una grossa cresta sagittale, come in tutti i Parantropi anche se nell'aethiopicus essa è più posteriore mentre nel boisei risulta posizionata sulla zona centrale del cranio. I muscoli temporali sono voluminosi, ma diminuiscono nella loro componente posteriore rispetto a quelli del robustus, invece la porzione anteriore è molto più sviluppata. Nel boisei il parietale si sovrappone alla squama occipitale  in maniera differente rispetto ad ogni altro ominide. La base cranica è flessa ed accorciata rispetto a quella del robustus, il piano nucale rimane orizzontale, l'inion risulta basso a causa del piano occipitale posto più alto. E' presente una grossa cresta nucale che forma una possente struttura composita con la cresta temporale, tanto che alla loro confluenza non rimangono porzioni di osso scoperte. Il forame magno ha forma di cuore ed è posizionato più anteriormente rispetto a quello del robustus.

 

La faccia è piatta, risulta più verticale ed ortognata rispetto a quella dell'aethiopicus, mentre il prognatismo facciale è minore se paragonato al robustus. Le ossa del volto sono molto appiattite e la guancia ha una struttura a visore, in quanto le ossa zigomatiche, la zona infraorbitale e l'origine del massetere sono posizionati molto in avanti. L'arco zigomatico risulta molto svasato lateralmente e si proietta oltre l'apertura nasale. I margini orbitali del boisei sono meno arrotondati rispetto a quelli del robustus.

 

La dentizione è strutturata in modo da consentire una masticazione adatta a triturare cibi coriacei quale tuberi, bacche e radici: mandibola molto massiccia, con un'arcata dentaria a forma di parabola, ispessimento dell'osso mandibolare a livello dei molari. I denti anteriori sono più piccoli rispetto all'aethiopicus, mentre i denti post-canini sono molto più grandi; gli incisivi ed i canini sono piccoli ed è assente un diastema. Premolari e molari presentano un'enorme mega-odontia paragonabile a quella del gorilla, che pure ha un peso dieci volte superiore: sono i denti più grandi tra tutti gli ominidi. La faccia occlusale di questi denti è piatta e lo smalto molto spesso con una forte decussazione dei prismi, forse per impedire le fratture del dente in seguito alle enormi sollecitazioni masticatorie. I premolari dei boisei sono i più grandi tra tutti gli ominidi e risultano fortemente molarizzati. L'M3 inferiore, ha similitudine con afarensis ed a differenza di africanus, è di grandezza uguale o aumentata rispetto ad M1 ed M2.

 

L'ulna del boisei presenta alcune caratteristiche miste di Homo e scimmiesche, queste ultime forse reminiscenze di un'andatura sulle nocche: l' estrema lunghezza del corpo, la sua curvatura antero-posteriore appiattita e la sezione trasversale priva di un prominente contorno interosseo.

 

Pur in possesso di una poderosa dentatura, il boisei ha una taglia corporea solo del 10% più grande rispetto all'africanus. Il dimorfismo sessuale, pur molto accentuato rispetto ad Homo sapiens, è comunque inferiore rispetto a quello della media degli altri Australopiteci. Sono stati trovate ossa del braccio eccezionalmente lunghe associate con fossili di boisei, ed una delle possibili interpretazioni è che fossero i maschi a possedere tali braccia. Le proporzioni tra arti arti superiori ed inferiori sembrano comunque simili a quelle riscontrate in afarensis.