KOOBI FORA
Situata sulla riva orientale del lago Turkana (Kenya) lungo la Rift Valley, Koobi Fora è stata spesso denominata anche "culla dell'umanità" per l'importanza dei reperti che ha rilasciato. Richard Leakey scoprì l'importanza di questa zona quando, viaggiando in aereo, fu costretto da una tempesta ad un cambio di rotta e dall'alto scorse la costa orientale del Turkana, ricca di sedimenti ben stratificati. Il territorio è semidesertico, in particolare Koobi Fora è una lingua di sabbia e tufo che si proietta nel lago, la sua origine risale a circa 20 milioni di anni fa, quando l'attività vulcanica magmatica depose dei basalti alcalini; 10 milioni di anni fa su questa superficie si sovrappose uno strato eruttivo di carbonatiti, che fece sprofondare tutto il territorio sotto il livello dell'acqua. Negli ultimi 4 milioni di anni si sono poi depositati strati di tufo alternati a sedimenti, che hanno contribuito alla formazione del promontorio. Koobi Fora si è formata per l'accumulo dei detriti provenienti dalla scarpata orientale del Rift e dagli altopiani etiopici. Sedimenti fluviali si mescolarono poi progressivamente con quelli lacustri e contribuirono all'erosione della superficie di basalto. Gli strati più interessanti dal punto di vista paleoantropologico sono comprese in soli 400 metri di spessore datati a circa 3,9 milioni di anni. Sono stati trovati migliaia di fossili, fra i quali i resti di ominidi attribuiti a boisei, habilis, rudolfensis ed ergaster. I reperti di ominidi rinvenuti sulla sponda orientale del fiume Turkana sono denominati con la sigla KMN-ER, che significa: Kenya National Museum-East Rudolph, in onore del vecchio nome del lago. Invece i reperti rinvenuti sulla sponda occidentale del lago sono denominati con la sigla KMN-WT, che significa West Turkana, in onore del nuovo nome del lago. E' stata inoltre scoperta una pista di orme lasciate da un bipede, risalente a circa 1,5 milioni di anni fa. La deambulazione con passo molto corto lascerebbe ipotizzare che l'ominide camminasse lungo una riva molto sducciolevole, con i piedi immersi in circa 10 cm di acqua.
I reperti più importanti sono:
KNM-ER 406 datato 1,7 milioni di anni, cranio quasi completo di un maschio adulto, con capacità di 510 cc.

Photograph by David Brill
KNM-ER 407 datato piu' di 1,8 milioni di anni, cranio, con capacità di circa 510 cc. E' uno degli Australopiteci di taglia più piccola che siano mai stati rinvenuti.
KNM-ER 732 datato 1,7 milioni di anni, cranio parziale di una femmina con capacità 500 cc; la cresta sagittale è assente.

Photograph by David Brill
KNM-ER 1805 datato 1,6-1,5 milioni di anni, cranio parziale attribuito da alcuni ad un maschio di habilis. Vi sono però alcune caratteristiche tipiche dei Parantropi: è infatti presente una cresta sagittale, anche se essa risulta posizionata molto posteriormente.
KNM-ER 23000 datato 1,7 milioni di anni, calotta cranica di un maschio, con toro sovra-orbitario e cresta sagittale molto sviluppati. Sono presenti anche gli archi zigomatici larghi tipici del boisei.
OLDUVAI
La gola di Olduvai si trova nella pianura di Serengeti, alle pendici del cratere di Ngorongoro, in Tanzania e in lingua masai indica il sisal, un'agave molto comune in quella regione. Nel corso del tempo, laghi, fiumi e vulcani formarono una serie di strati sedimentari di spessore variabile permettendo la formazione di fossili. In seguito i fiumi stagionali hanno eroso i sedimenti dando origine alla gola, caratterizzata da una chiara sequenza stratigrafica. La presenza di materiale vulcanico ha permesso una accurata datazione degli strati di tufo mediante il metodo K/Ar: il più antico risale a 2 Mya, mentre il recente è datato circa 200.000 anni. Purtroppo la presenza di numerose faglie rende difficoltosa la correlazione tra i numerosi siti che sono quasi 130. Le specie di ominidi trovate sono molte: boisei, habilis, ergaster (o erectus, a seconda delle classificazioni). La gola contiene anche un'enorme quantità di utensili in lava o quarzite, attribuiti all'Homo habilis.
I reperti più importanti sono:
OH 5 per questo reperto fu coniata inizialmente una nuova specie, ZINJANTHROPUS BOISEI poi associato ad Australopithecus boisei; datato 1,8-1,75 Mya è un cranio maschile quasi completo con capacità di 530. E' associato con reperti faunistici ed utensili di tipo olduvaiano. Si pensò che fosse stato la stessa specie a fabbricare i manufatti, ma successivamente nello stesso luogo, vennro alla luce resti di Homo habilis.
Photograph by David Brill
OH3 datato 1,2 Mya è uno dei boisei vissuti più di recente.
WEST TURKANA
La località è più famosa per i ritrovamenti attribuiti ad Homo ergaster, ma nel corso degli anni ha rilasciato anche reperti di boisei, tra cui troviamo:
KNM-WT 17400 datato 1,7 Mya, cranio incompleto di giovane adulto. Tale età si può determinare dato che l'M3 mascellare sinistro è fuori.
OMO
In questa località che è più famosa per Australopihecus aethiopicus, sono stati ritrovati resti di boisei che coprono un lunghissimo arco temporale: da 2,2 Mya a 1,4 Mya, di cui fa parte:
OMO L 323-76-896 datato 2,2 Mya, sono parti di volta cranica, alcuni denti, uno scheletro parziale: è il più antico cranio di boisei conosciuto. Alcuni attribuiscono tale reperto all'aethiopicus, a causa della mancanza del seno occipito-marginale.
ALTRI SITI
Ad Onso in Etiopia è stato scoperto il reperto KGA10-525 datato 1,4 Mya, teschio completo di mandibola, probabilmente maschile, con una capacità cranica di 545 cc. E' il cranio di boisei più grande mai ritrovato e scoperto più a nord. La cresta sagittale, a somiglianza con l'aethiopicus, è più pronunciata nella parte posteriore del cranio. Non ha gli zigomi sporgenti come gli altri boisei, sebbene i denti siano di questa specie. Nello stesso sito sono stati scoperti resti di almeno altri boisei e di Homo ergaster. E' stata inoltre rinvenuta una delle più ricche ed antiche raccolte di asce a mano acheulane indicando chiaramente una coesistenza tra boisei ed Homo.
Da Peninj in Tanzania proviene una mandibola quasi completa di un individuo di sesso maschile datata 1,5 Mya.
Da Chesowanja in Kenya proviene un cranio parziale femminile con un' espansione cerebrale notevole, ma nel contempo è fornito di canini molto piccoli datato 1,6-1,5 Mya.