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Evoluzione
dell'Uomo
Genere Homo
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Genere Homo
Il genere Homo vede il suo primo rappresentante in habilis anche se non mancano contestazioni che associano questa specie al genere Australopithecus. Fino a pochi decenni fa, l'evoluzione della forma umana vedeva il susseguirsi di habilis, erectus, neanderthal e sapiens, ma le crescenti scoperte hanno indotto ha riconoscere la presenza di più specie appartenute al genere Homo. Come si puo vedere infatti, è stato scelto di descriverle nonostante qualcuna sia incerta: Homo rudolfensis sarebbe una forma finale di habils, così come heidelbergensis sarebbe la forma evoluta europea di Homo erectus, quest'ultima racchiuderebbe anche ergaster: ne risulta comunque una complessa ed intricata rete di forme umane difficile da essere sbrogliata, fonte di entusiasmo e stimolo, ma a volte anche un po' di sconforto per ogni paleoantropologo.
Due sono le maggiori teorie per ipotizzare l'origine del genere Homo: la prima sostenuta da Donald Johanson, Tim White, la seconda da Ronald Clarke, Philip Tobias e Lee Berger attribuiscono rispettivamente l'origine da Australopithecus afarensis e da Australopithecus africanus. La scoperta di nuovi fossili molto particolari, ha recentemente portato alcuni paleoantropologi ad escludere il genere Australopithecus dalla nostra ascendenza, vedi infatti il caso Orrorin tugenensis, Kenyanthropus platyops e gli altri recenti nella sezione "Da sapere". Non mancano però osservazioni che smorzano facili entusiasmi, ed alcune di queste sono: Ardipithecus ramidus ( specie molto discussa posta alla base delle australopitecine ) avrebbe caratteri del cranio che mal si combinano con il mantenimento di una postura eretta; la vicinanza tra lo scheletro post-craniale di A. afarensis e A. africanus mostrano un calacagno umaniforme e un piede distale chiaramente da scimpanzé, un compromesso morfologico che comporterebbe una andatura mista. Analoghe deduzioni possono essere fatte per A. robustus e A. boisei; l'esame dell'arto superiore dello scheletro della mano di Homo habilis, nonché il rapporto tra gli arti, mette in evidenza una forma scimmiesca comparabile a quella di afarensis; non ci sono reperti sicuri di postcraniale per Homo rudolfensis quindi Homo ergaster che presenta una moderna gabbia toracica espansa in senso latero-laterale che si innalza durante l'inspirazione, vita stretta che consente la curvatura e torsione del busto, arto inferiore lungo, arco plantare definito, alluce ridotto e non opponibile,TAC del labirinto osseo che conferma la postura moderna, diviene il primo ominide obbligatoriamente bipede. Tuttavia questo non basta per fare chiarezza sulla nostra origine dai parenti scimmieschi. Le nuove scoperte, oltre ad imporre il riordino di una parte dei fossili, influenzeranno il modo in cui sarà ridisegnato il "cespuglio evolutivo".

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