Introduzione

Dalla separazione delle placche tettoniche africana e araba che iniziò 35 milioni di anni fa e dalla separazione dell'Africa orientale dal resto del continente, processo iniziato 15 milioni di anni or sono, si realizzò un evento geologico di enorme portata: la formazione della frattura tettonica lunga oltre 5 mila chilometri che determinò profonde depressioni e solcature che caratterizzano oggi la fascia orientale dell'Africa e che prende il nome di Rift Valley. Questi mutamenti determinarono variazioni sull'ambiente della regione - attraverso una drastica diminuzione della copertura arborea a vantaggio di ambienti aperti tipo savana - le quali agirono come principale agente selettivo tra le specie esistenti. In particolare, antichi Primati che più si erano specializzati nella vita arboricola risentirono fortemente di questi cambiamenti, estinguendosi o adattandosi alle nuove condizioni ecologiche. Alcuni di questi adattamenti determinarono l'inizio della linea evolutiva umana con le prime forme di Ominidi datati circa 6 milioni di anni fa. Grazie allo studio dei loro resti fossili (ma anche della cultura materiale quando presente), è possibile ricostruire la successione degli ominidi fino alla nostra specie Homo sapiens.

I maggiori caratteri su cui si basa l'emergenza e la persistenza della radiazione evolutiva pre-ominide e ominide sono la postura e la deambulazione, le scelte alimentari, le dimensioni dell'encefalo, la forma e le dimensioni dello scheletro post-craniale. I pochi ritrovamenti, la difficoltà di datazione e spesso la loro difficile interpretazione, possono rendere azzardata l'inclusione di un reperto nelle categorie tassonomiche conosciute e non meno facile la creazione di una nuova specie (in Paleoantropologia le categorie tassonomiche che interessano maggiormente sono il Genere e la specie ), ciò fa si che il "cespuglio evolutivo" (schema che mostra la ramificazione avvenuta tra gli ominidi) possa avere "oggi" qualche ramo in più, in meno o posizionato diversamente rispetto a "domani" quando avremo nuovi reperti, nuove tecniche di studio...
Si deve poi confutare un'altra leggenda popolare nata travisando la teoria darwiniana: quella che l'uomo deriva dalla scimmia e l'immaginario collettivo collega ciò ad un essere mezzo uomo mezzo scimpanzé. La verità è che uomo e scimpanzé hanno dei lontanissimi antenati comuni e grazie agli studi dell' Antropologia Molecolare basati su DNA dello scimpanzé e DNA umano, possiamo probabilmente far risalire ad un periodo compreso tra i 5 e i 7 milioni di anni fa.

 

 
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